Le perline veneziane alla conquista di Manhattan

Come possono 24$ in perline di vetro Veneziane valere l’isola di Manhattan?

Nel 1600 spagnoli e portoghesi si contendono la conquista del Nuovo Mondo, i due cattolici paesi si scontrano anche attraverso le bolle papali, in particolare una , la “inter Caetera” di papa Alessandro VI, divide letteralmente le Americhe in territorio spagnolo e portoghese, cercando di mettere pace tra i due contendenti. Ma tra i due si insinua un terzo: l’Olanda. L’olanda, Paese non cattolico, non dà credito alla bolla papale e parte alla conquista del Nuovo Mondo, ma vuole dare un chiaro segnale che le terre da essa occupate non possono essere considerate liberamente disponibili da altri paesi e quindi dà mandato ai suoi uomini di formulare dei veri e propri contratti con le popolazioni locali, contratti che prevedano un equo compenso secondo gli usi locali.

Fu così che nel 1626 Peter Minuit, alle dipendenze della Compagnia Olandese Delle Indie dell’Est, fu incaricato di contrattare con gli abitanti di Staten Island, gli indiani Lenape, per ottenerne l’uso quale approdo sicuro per i propri coloni. Minuit con un accordo siglato il 4 maggio 1626 compró l’isola di Manhattan per alcune perline del valore attuale di $24 dollari.

L’accordo, che è ancora custodito ad Amsterdam, viene da molti considerato la più grande svendita mai perpetrata ai danni degli Indiani d’america. Alcuni la riconducono ad un mito e non ne riconosco l’autenticità. La verità è che gli Indiani non erano sciocchi, ma valutarono le perline secondo le stime dell’epoca.

Nel 1600 in Europa l’arte del vetro era conosciuta e padroneggiata e i Veneziani ne erano i maestri. Le perline offerte agli indiani erano probabilmente veneziane. Fuori dall’europa l’arte del vetro non era così conosciuta e quindi agli occhi degli indigeni quelle perline erano sicuramente affascinanti ed esotiche. La rarità delle perline le portava ad essere un oggetto desiderabile e di gran valore, come può essere per gli europei un diamante o uno smeraldo. Staten Island, di contro, non era all’epoca così desiderabile come la conosciamo ora, era un’isola paludosa, gelida d’inverno e torrida d’estate. Ecco perché gli indiani l’anno di buon grado scambiata con le perline Veneziane.